Il Kamishibook in Albania

 

Ho conosciuto una suora speciale, pensavo non ce ne fossero: il mio ricordo risale a quando ero piccola e le suore delle Ghiaie davano pizzicotti, se non recitavi a memoria i vizi capitali o le virtù teologali, faticavano anche loro a declinarle nella loro vita. Ma lei, Suor Antonella mi aveva subito affascinato. Ero andata per dire no a una supplenza, ma dopo averle parlato una manciata di minuti  mi era venuta la voglia istantanea, di lavorare con lei.

 

E così passai un mese nella scuola dell’infanzia delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù di Bergamo. La chiesa dell’architetto Angelini, era un inno silenzioso e avvolgente. Non c’era bisogno di preghiera, ti ritrovavi in uno stato mistico, ed era la prima volta che mi accadeva in una chiesa che non fosse almeno del 1200, periodo in cui sapevano dove costruirle e come.

Poi le nostre strade si sono divise.

Quando di lì a un anno, hanno chiuso la scuola per sempre, sono rimasta basita. Era impossibile per me immaginare quel luogo senza bambini, quella chiesa senza preghiere.

 

Cliccando qui sotto puoi vedere la mia esperienza nella scuola

 

Ho rivisto suor Antonella a novembre 2018. Dopo due saluti e tre minuti avevamo già deciso che sarei andata dov’era: a Shengjin in Albania, a portare il kamishibook con i miei libri, a raccontare ai bambini e a fare formazione alle insegnanti su come si legge e racconta. Al mio fianco c’era Ermelinda, che ha detto: “Vengo anch’io.” E così è stato!

 

Quando le cose si allineano perfettamente, non c’è bisogno di pensarci su. Si parte e via.

 

 

Nella scuola Conti Colleoni dove lavoro, ho coinvolto il bambini in questo progetto: ho scelto una fiaba tradizionale albanese a cui mi sono liberamente ispirata per creare una filastrocca in rima e un nuovo libro per il Kamishibook. Avrà la traduzione in albanese, e per facilitare l’apprendimento dell’italiano, è tradotto in simboli della comunicazione aumentativa da me creata ed è anche un audiolibro. I bambini della Conti Colleoni hanno colorato le tavole da me disegnate.

 

Quest'estate, da questo progetto, nascerà un nuovo libro per il kamishibook.

 

 

A scuola ho anche portato una grande valigia chiedendo ai bambini di comprare qualcosa per i bambini di Shengjin, volevo che sentissero tra le mani il dono, che lo scegliessero per qualcuno che non conoscono. Ho domandato loro di scrivere il proprio nome sopra pennarelli, colle stick e pastelli, perché si creasse un legame reale tra chi dona e chi riceve.

 

 

Ho organizzato un piccolo mercatino del gioco usato. Gli obiettivi di questo progetto sono tre: imparare a lasciar andare ciò che non usi più, un altro bambino lo prenderà e lo utilizzerà senza spreco di risorse, e un terzo a Shengjin, potrà ricevere un altro dono: ho chiesto ai genitori di lasciare una piccola offerta in cambio del giocattolo preso al mercatino.

 

Non una semplice raccolta fondi, so che c’è bisogno di molto, ma, come diceva Antoine de Saint-Exupery “Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.”

 

 

Il progetto è nato per portare il Kamishibook e le sue otto storie, tre delle quali fatte proprio dai bambini della Conti Colleoni, sono piaciute anche al Papa, abbiamo ricevuto una lettera in cui, cito le Sue parole: “lo avete con l’intelligenza, con le mani, ma anche col cuore. E quando una cosa si fa con le tre cose, con l’intelligenza, con il cuore e con le mani, è una cosa profonda e umana”. Due di queste storie hanno vinto il premio Andersen Baia delle Favole e il premio “Il paese delle favole” organizzato dalla rivista Andersen e dal paese di Serra Riccò.

 

Questo è l’articolo su “L’Eco di Bergamo” che parla di questo progetto e della lettera di Papa Francesco.

 

Tutto è pronto, durante la chiusura delle scuole per il carnevale.. si va!

 

 

Prendiamo L'Eco di Bergamo e... sorpresa! Un articolo sul nostro progetto! Grazie al giornalista Angelo Monzani e al suo fantastico tempismo. Non vediamo l'ora di portarlo a suor Antonella!

 

E si vola!!!

 

Le suore ci portano in un ristorante tipico! Leggono l'articolo e, accanto a noi, chi ha finito di mangiare si mette a ballare con una musica albanese che richiama molto quella orientale.

 

 

Ecco la comunità di Shenjin, con una chiesa da poco inaugurata. Mi spiegano che dieci anni fa vedevano il mare, ora enormi palazzi accolgono i turisti, sopratttuto dal Kosovo. Un bellissimo gallo, molto battagliero, fa la guardia!

 

 

Mostro loro il dono: Il Kamishibook  con le sue otto storie :-)

 

 

Eccoci a scuola! Bellissima, mi dice suor Antonella frutto di donazioni e volontariato. Ha quattri sezioni e 100 bambini.

 

 

E via ai racconti che dureranno due giorni! Molto mimo e poche parole, prontamente tradotte dalle insegnanti!

 

 

I mei soliti burattini ritagliati!

 

 

L'apertura della super valigia!

 

 

I disegni dei bambini!!!

 

 

La formazione alle insegnanti.

 

 

Suor Antonella ci ha portato in città, al lago e al mare raccontandoci di questa terra.

 

Il ritorno a casa! ( fatto dai bambini di Marne)

 

 

Grazie a Linda, soave e forte presenza che ha viaggiato con me su questa terra.

Grazie alla ospitalità di suor Antonella, suor Rosa, suor Assunta e suor Fernanda, a tutti i bambini di Shenjin che ci hanno regalato un sorriso, ai bambini e genitori di Marne.