C’è una fiaba

dentro di te

che io so scoprire

nel tuo nome.

  

È la tua via

verso la felicità.

 

La scriverò,

la illustrerò

e te la racconterò.

 

E la tua vita

 sarà una fiaba!

Nella foresta più oscura e fantastica vivevano, in amicizia, animali dall’animo gentile.

C’era messer elefante, che con il suo peso riusciva a spostare anche i tronchi più grossi, e li aveva messi a cerchio in mezzo ad una radura.

C’era Aquila. Lei aveva trovato i tronchi e dato indicazioni perché fossero messi proprio lì, dove il tramonto riusciva a gettare raggi aranciati e l’alba disegnava sulla loro pelle le foglie dei baobab. C’era Istrice che con i suoi aculei, la notte, teneva lontano gli esseri indesiderati dal cerchio “magico”. Perché magico, vi chiederete? Perché s’incontravano tutti i giorni ad inventar storie. Più magia delle fiabe? C’era lady Rinoceronte che con grazia, gentilezza e all’occorrenza con terribili scornate, allontanava, di giorno, chi voleva distruggere il loro luogo di ritrovo: il cerchio de... Ecco, mancava loro l’ultima parola ma presto l’avrebbero trovata, perché erano amici e cercavano insieme. E quando si cerca una cosa come diceva con qualcuno… l’universo intero è con te!

E poi c’era Farfalla. Lei si sentiva piccola fragile e inutile. Sorrideva, posandosi ora su Rinoceronte, ora su Elefante. A volte sembrava non ci fosse neppure, a volte anche lei faticava a credere d’esistere, tanto piccola era. Ma quando ci si sedeva nel cerchio ecco, era una di loro, importante quanto gli altri! Poteva dire le parole, tutte quelle che voleva e le sue fiabe erano quelle che facevano commuovere sempre tutti. Le parole ti rendono uguale. Allora aveva un sospiro così profondo che si sollevava, senza sbattere le ali.

Oggi toccava proprio a lei raccontare:

Io volo e son di carta

dico cose che non sai

leggi un foglio e saprai

cose che non hai visto mai

leggi un altro e proverai

tutto ciò che io provai

leggi ancora e allor sarai

ciò che non sei stato mai.

 

Stettero in silenzio. Nessuno aveva capito e quindi, prima di parlare, vollero pensarci un po’ su. Poi Istrice esclamò: “ Io… io.. io non ho capito un bel fico secco!”

Tutti risposero: “Meno male!” “Anch’io…” “Io pure…” “Io anche!” Ma quello che stupì tutti fu lei, Farfalla, quando disse: “Non ho capito neppure io!”

Elefante rise dicendo: “ Ma come puoi non averla compresa, se sei stata tu a raccontarcela?

Farfalla fece un sospiro alto mezzo centimetro e quando parlò tutti quanti si avvicinarono per sentirla meglio. Era piccola ma diceva cose davvero interessanti e lo sapevano. Per di più ora erano veramente incuriositi. “Voi sapete che io volo nel vento, ho imparato ad ascoltarlo. Lui viene da lontano. Queste erano delle parole che si erano impigliate tra i rami del grande baobab, dove stamattina sono stata.” Lady Rinoceronte, aguzzando i suoi piccoli occhi, sussurrò: “ Ma io non vedo niente. Elefante rispose “Certo, ha detto che c’erano stamattina! Ora queste parole saranno altrove, il vento sta andando in quella direzione. Tu, Aquila che voli più veloce del vento, vai e raggiungile prima che si mescolino ad altre. Forse riuscirai a capire anche da dove arrivano!

Elefante sospirò forte, tanto che la terra tremò. “Eh…le parole sono una grande cosa, più enormi di me! Ricordate quando non eravamo amici? Poco alla volta, anche se così diversi, abbiamo trovato le parole per esserlo. Peccato che nel vento si sconquiccherino così. Anche delle storie che raccontiamo ogni giorno, dopo poco tempo, non rimane che un piccolo ricordo... nulla più. Mi piacerebbe che ci fosse qualcosa che invece le conservasse, come quando metti sotto terra del cibo e il giorno dopo, lo tiri fuori e lo sgranocchi. Mi piacerebbe poter sgranocchiare tanto, tanto, tanto, di nuovo le vostre belle storie. “Fece di nuovo un sospiro, e la terra tremò ancor di più.

Aquila partì immediatamente in direzione del vento. Dopo alcuni minuti sentì un odore strano, come di tutto e di niente. Mai sentito prima! Poi udì una parola: carta. Ecco era nella direzione giusta! Planò dolcemente, ne ascoltò altre, le stesse che aveva detto Farfalla solo che erano già un po’… sconquiccherate:

 

Io volo e…

dico cose di carta che non sai

leggi un foglio e allor sarai

ciò che non sei stato mai.

Si avvicinò alla terra.Eccone altre, erano ancora tutte in fila!

E se poi tu scriverai

Allor io conoscerò

Ciò che nel tuo cuore sei

Ciò che nel mio cuor sarai

 

Scorse un oggetto piccolo rettangolare. Le sembrò che le parole uscissero proprio da lì! Planò, lo guardò. Non aveva mia visto una foglia così strana!

Lo prese con i suoi artigli il più delicatamente possibile e tornò nel cerchio e poi proclamò:. “Ecco, escono da qui!” Appoggiarono tutti le orecchie ... nulla!

Istrice, leccando un po’ il libro, affermò: “Non sa di niente e non dice nemmeno una parola!”

Farfalla, guardandolo, disse! “Oh, dentro ci sono le lettere! Le metti insieme e sono parole. L’ho visto fare alla scuola del villaggio. La maestra scriveva sulla lavagna, così i bambini hanno imparato a leggere. E.. anch’io! Ci fu un coro che fece tremare persino il sole: “E allora leggi!” Farfalla che credeva che essere piccola fosse una cosa brutta, capì che non siamo tutti uguali proprio per poter fare cose diverse ma tutte fantastiche! Era un libro di racconti ma nella prima pagina c’era:

 

UN LIBRO E’ PER SEMPRE

UN LIBRO LO PUOI LEGGERE ANCORA E ANCORA.

I LIBRI COMBATTONO LE INGIUSTIZIE

PERCHE’ CON LE PAROLE LE SMASCHERI E PUOI DIRE NO!

I LIBRI TI FANNO CONOSCERE NESPOLE E ANANAS

ANCHE SE ABITI AL POLO NORD.

I LIBRI VIAGGiANO NEL TEMPO

FINO A FARTI INCONTRARE I TIRANNOSAURI!

UN BUON LIBRO É UN BACIO, IN PUNTA DI PIEDI

AI TUOI PIU’ TENERI SENTIMENTI

OPPURE CON FORZA TI SCUOTE PIU’ DI UNO SCHIAFFO.

PER CIASCUNO DI VOI C’E’ UN RACCONTO SPECIALE CHE VI ATTENDE.

ED ORA SCOPRI QUAL’E’.

 

Poi Farfalla lesse tutti i racconti che c’erano dentro. Ogni giorno andavano all’indice e ne sceglievano uno. Conobbero così la storia di strani animali: i pinguini che vivevano dove tutto era ghiaccio! Incredibile per chi abitava in Africa. Scoprirono altri esseri chiamati re e regine che vivevano in strane capanne definiti castelli. E poi draghi, maghi, folletti e fate.

Quando li seppero a memoria, nacque in loro la voglia di altri libri, perché quando cominci a leggere, la tua fantasia vuol volare dentro le storie ancora, ancora e ancora!

Solo allora si accorsero di un piccolo adesivo che c’era dietro al libro. Era tutto colorato con scritto: Libreria Fantasia. Non si sa come ma si sa perché, la trovarono!

Perché? Beh, come ho già detto, quando desideri una cosa e la fai con degli amici, nulla ti può fermare e l’universo intero è con te!

Arrivarono in un posto incredibile pieno zeppo di libri con due umane: Laura e Franca che li avevano letti tutti! La libreria fantasia, quel giorno, ebbe dei clienti davvero eccezionali. Quando uscirono, però, distrussero mezza città! Sapete perché: avevano i loro nasi e i loro occhi dentro un libro e… pum pam pim, non vedevano dove andavano! Ora sono là nel cerchio a cui hanno dato il nome: Il cerchio della fantasia, proprio in onore della libreria! Hanno anche cominciato a scrivere, proprio come voleva messer Elefante. Ora, i loro racconti, sono parole che esisteranno per sempre! Anche nel cuore di chi le leggerà e nel vostro, che avete ascoltato la loro storia.